ANAC aggiorna il Piano Nazionale Anticorruzione

Il documento è in consultazione on line. È possibile inviare contributi fino al 15 novembre.

Con delibera del 24 ottobre scorso, l’ANAC ha posto in consultazione pubblica on line l’aggiornamento 2018 del Piano Nazionale Anticorruzione, per raccogliere osservazioni, suggerimenti e contributi in vista della elaborazione del testo definitivo che costituirà atto di indirizzo per le pubbliche amministrazioni e per gli altri soggetti tenuti all’applicazione della normativa.

In continuità con i precedenti aggiornamenti, l’Autorità ha scelto alcuni settori di attività e tipologie di amministrazioni che, per la peculiarità e la rilevanza degli interessi pubblici trattati, sono stati ritenuti meritevoli di un approfondimento, al fine di esaminare i principali rischi di corruzione e i relativi rimedi e di fornire supporto nella predisposizione dei piani triennali per la prevenzione della corruzione adottati dalle amministrazioni coinvolte.

Uno degli approfondimenti riguarda la gestione dei rifiuti, meritevole, a parere dell’ANAC, di specifica attenzione dal punto di vista del rischio di eventi corruttivi in quanto caratterizzato da particolare complessità normativa e organizzativa, conseguenza della varietà dei livelli istituzionali coinvolti e della intrinseca difficoltà tecnica della disciplina giuridica. L’approfondimento è dedicato a tutto il processo di gestione dei rifiuti e assimilati: dalla pianificazione, al sistema delle autorizzazioni, al quadro dei controlli e delle relative competenze, agli assetti amministrativi e agli affidamenti. Le analisi e le misure proposte riguardano l’intera filiera gestionale Per la predisposizione degli approfondimenti, l’ANAC ha costituito appositi tavoli tecnici ai quali hanno preso parte le amministrazioni direttamente interessate e i principali operatori dei settori coinvolti.

Al tavolo sui rifiuti hanno partecipato il Ministero dell’ambiente, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI), l’Unione delle province italiane (UPI), l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

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