Verso l’economia circolare. Presentato il Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA 2018

Cala la produzione dei rifiuti, mentre la raccolta differenziata, in aumento in tutte le regioni, supera il 55%, sebbene con spiccate differenze territoriali 

Nel 2017 in Italia la produzione dei rifiuti urbani ha raggiunto circa 29,6 milioni di tonnellate, un dato in diminuzione rispetto ai due anni precedenti. In aumento, invece, la percentuale di raccolta differenziata che ha raggiunto quota 55,5%, superando di 3 punti percentuali il dato del 2016. Rimangono marcate, tuttavia, le differenze territoriali con il Nord che viaggia a quota 66,2%, il Sud a 41,9% e il Centro al 51,8%.

Sono alcuni dei dati contenuti Rapporto Rifiuti Urbani 2018, presentato da ISPRA lo scorso 10 dicembre a Roma. Giunta alla sua ventesima edizione, la pubblicazione fornisce i dati aggiornati al 2017 sulla produzione, raccolta differenziata e gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti da imballaggio a livello nazionale, regionale e provinciale.

I dati del Rapporto confermano che, con gli attuali livelli di raccolta differenziata, non tutte le regioni sono dotate delle necessarie infrastrutture di trattamento dei rifiuti. Ciò comporta, in molti contesti territoriali, la già nota necessità di trasferimento in altre regioni o all’estero dei rifiuti raccolti.

La dotazione impiantistica nazionale per la gestione dei rifiuti urbani conta, al 2017, 644 impianti. Lo smaltimento in discarica ha fatto registrare una diminuzione rispetto al 2016, ma il 23% dei rifiuti urbani prodotti continua, tuttavia, ad avere tale destinazione finale.

La ricerca offre, inoltre, un approfondimento in merito ai costi del ciclo rifiuti, con un’analisi economica condotta sui dati MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale presentato annualmente da soggetti quali discariche, trasportatori e produttori di rifiuti, alla Camera di commercio di pertinenza) per l’anno 2017, riferito ad un campione di 6.345 comuni. Il costo medio pro capite risulta pari a poco più di 171 euro/abitante per anno e, anche in questo caso, si rilevano marcate differenze tra Nord (151,16), Centro (206,88) e Sud (182,27). Interessanti, infine le risultanze dell’analisi campionaria condotta sui comuni che applicano il regime di tariffazione puntuale, che fanno registrare un costo totale medio pro capite a carico del cittadino inferiore rispetto ai comuni che applicano la Tari normalizzata.

L’evento di presentazione del Rapporto ISPRA ha visto gli interventi di apertura del Sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, on. Salvatore Micillo, e del Presidente della Commissione Parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, on. Stefano Vignaroli. Il tema centrale della pubblicazione, quello dell’economia circolare, è stato oggetto di discussione nell’ambito di due tavole rotonde che hanno accolto, rispettivamente, il punto di vista dei soggetti tecnici del settore (tra cui CONAI, Utilitalia e Confindustria) e di esponenti politici. Nel corso del confronto è stato più volte osservato che l’attuazione dell’economia circolare richiederebbe un ripensamento profondo della filiera industriale produttiva, ponendo l’attenzione anche su obiettivi legati al riuso e al riciclaggio. Emerge anche la necessità di favorire la creazione di un mercato per la risorsa rifiuto e di colmare l’attuale deficit impiantistico, particolarmente accentuato in determinate aree del Paese.

 

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