Disciplina degli affidamenti

Le forme ordinarie di gestione dei servizi pubblici locali di interesse economico generale a rete sono:

  1. l’affidamento mediante procedura ad evidenza pubblica, secondo le disposizioni in materia di contratti pubblici;
  2. l’affidamento a società mista pubblico-privata, il cui socio privato deve essere scelto con procedura ad evidenza pubblica (c.d gara a doppio oggetto), secondo la normativa europea e quella relativa alle società pubbliche;
  3. l’affidamento in house, nel rispetto della disciplina europea, di quella in materia di contratti pubblici e di società partecipate da amministrazioni pubbliche.

L’affidamento dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica compete unicamente agli enti di governo d’ambito designati o individuati dalle Regioni ai sensi dell’art. 3-bis del D.L. 138/2011.

 

Le modalità per l’affidamento devono, inoltre, tener conto, oltre che della disciplina contenuta nel Titolo VI, Capo I del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici), anche delle norme di settore:

  • D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i, per i servizi idrico e rifiuti;
  • D. Lgs 19 novembre 1997, n. 422 e s.m.i, per il trasporto pubblico locale;

 

In base a quanto stabilito dall'art. 34 comma 20 del D.L. 79/2012 e dal comma 1-bis dell'art. 3-bis del D.L. 138/2011, l'ente che affida il servizio, deve pubblicare sul proprio sito internet una relazione che dimostri la sussistenza dei requisiti dettati dall’ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta e ne fornisca motivazione con riferimento agli obiettivi di universalità, socialità, efficienza, economicità e qualità del servizio. La relazione deve evidenziare gli obblighi di servizio pubblico e universale e, se previste, le compensazioni economiche. Al fine di assicurare la realizzazione degli interventi infrastrutturali, la relazione deve, inoltre, includere un piano economico-finanziario che contenga anche la proiezione, per il periodo di durata dell'affidamento, dei costi e dei ricavi, degli investimenti e dei relativi finanziamenti, nonché, in caso di affidamento in house, dell'assetto economico-patrimoniale della società, del capitale proprio investito e dell'ammontare dell'indebitamento. Tale piano deve essere aggiornato ogni triennio e deve essere asseverato da un istituto di credito o da società di servizi costituite da un istituto di credito e iscritte nell'albo degli intermediari finanziari.

La stessa relazione deve essere inoltrata all’Osservatorio per i servizi pubblici locali istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel caso di affidamento in house, inoltre, gli enti proprietari devono procedere, contestualmente all'affidamento, ad accantonare pro quota nel primo bilancio utile (e successivamente ogni triennio) una somma pari all'impiego finanziario corrispondente al capitale proprio previsto per il triennio e  redigere il bilancio consolidato con il soggetto affidatario in house.